Genova: storia di una repubblica marina
Pur potendo rintracciare segni di insediamenti già nel quinto millennio a.C., si può in questa sede far iniziare la storia di Genova nel 205 a.C., anno in cui viene saccheggiata e distrutta dal generale punico Magone, fratello di Annibale, a causa della sua alleanza con Roma.
Dall’Impero Romano all’indipendenza
Due anni dopo è la stessa Roma a supportare Genova nella ricostruzione, la quale diventa punto strategico per l’impero e, anche dopo la sconfitta di Cartagine, porto di primaria importanza. Dal IV secolo, grazie all’intreccio di stretti rapporti con la città imperiale di Milano, Genova vede ulteriormente incrementare la sua importanza come nodo strategico e commerciale. Caduto l’impero Romano tuttavia, la città diviene preda di diverse invasioni barbariche, da parte di Eruli e Goti , fino al completo assoggettamento, nel 641, da parte dei Longobardi. Solamente nel IX secolo Genova passa sotto il dominio di Carlo Magno. La città viene allora suddivisa in territori, governati da diversi visconti secondo lo schema feudale, e sotto il controllo militare del Regno d’Italia. Tuttavia nel 935, a fronte di accesa protesta dovuta alla mancata difesa della città da parte dei visconti durante un attacco di predoni nordafricani, il Re concede una parziale indipendenza alla città, nonché la facoltà di organizzare un proprio esercito.
Il medioevo e le crociate
Il Medioevo riveste per la storia di Genova un’importanza primaria, soprattutto a causa delle crociate. Spinti dal desiderio di conquistare nuovi mercati in Oriente, i Genovesi partecipano con impeto e coraggio alle crociate in Terrasanta. La prima, guidata da Guglielmo Embriaco, porta alla conquista di numerose città, prima fra tutte Gerusalemme. Alla seconda la città genovese non partecipa, preferendo concentrarsi sulla liberazione della Spagna e sulla cosidetta “Crociata Spagnola” conclusasi con la liberazione della penisola iberica dai conquistatori Almohadi, di religione islamica. Nel 1155, in risposta alle mire del Sacro Romano Imperatore Federico Barbarossa, Genova riesce a rinforzare le proprie mura in tempi brevissimi, grazie anche alla mobilitazione dell’intera cittadinanza, ottenendo la resa di Barbarossa stesso. Altre grandi imprese vengono intraprese dai Genovesi in questo periodo storico, contro i Mori di Spagna e di Barberia fino al 1231, nelle vittoriose battaglie di Majorca e Almeria, contro la Repubblica di Pisa, con la Battaglia della Meloria del 1284. Numerose sono i successi genovesi, e molte sono le conquiste politiche ed economiche di questo momento storico. Anche nei periodi più fiorenti, tuttavia, Genova rimane sempre attraversata da tensioni e rivalità tra famiglie nobiliari, conservando una forte instabilità politica, anche dopo che nel 1339 viene eletto il primo doge.
Il ’500 e il Secolo dei genovesi
Il secolo del 500 è sicuramente tra i più floridi per la Repubblica Genovese, tanto da essere anche chiamato “secolo dei genovesi”. Dal 1528, data in cui Andrea Doria, con l’appoggio di Carlo V, prende possesso della città genovese, si assiste ad un rifiorire culturale, economico e politico eccezionale. Le tensioni interne e le diverse fazioni in contesa per il potere vengono definitivamente eliminate, la carica di doge, da vitalizia diventa bi-annuale. Fiorisce l’arte, e cresce la ricchezza. Lo splendore della Repubblica di Genova dura fino al 1797, anno della sua definitiva caduta. Nel 1805 Genova viene annessa all’impero francese, e per tutto il secolo la città vive un periodo di opacità intellettuale, culturale e finanziaria. Nei successivi anni le sorti della città si intrecciano con la storia dell’unità d’Italia e con nomi quali Mazzini, Cavour, Garibaldi. Dopo l’unificazione del paese, dopo il primo e il secondo conflitto mondiale, dopo il fascismo, i primi anni del ‘900 sono testimoni di un profondo ripensamento dell’intera città, che cede parte del suo carattere mercantile a favore di un nuovo impegno nell’ambito della produzione e dell’industrializzazione.
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